Con gli occhiali D-STYLE sarà un Natale coi fiocchi per tutti!

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Articolo a cura della giornalista pubblicista Ilaria Solazzo.

Gli occhiali, oggi, sono un accessorio che coinvolge grandi e piccoli, ricchi e poveri… tutti ne hanno uno. Alcuni non riescono a tenere gli occhiali da sole per più di venti minuti, altri non ne possono fare a meno. Tendiamo a pensare che siano semplicemente un accessorio, ma la realtà è molto più complessa. Esistono inoltre anche gli occhiali da sole per bambini, con motivo a cartoni animati, e i genitori più vanitosi lo sanno benissimo.

Quest’anno, sotto l’albero di Natale, comprate e regalate gli occhiali firmati D-STYLE, se volete fare un regalo unico e speciale a chi amate. Il Maestro Domenico Auriemma realizza solo occhiali dal design inconfondibile per soddisfare i gusti di tutti i suoi clienti, dai più estrosi ai più semplici e riservati, garantisce da sempre alta professionalità e utilizza tecnologie avanzate per la vendita di occhiali da vista e accessori ottici.

In pochi sanno, ad esempio, che in Italia esiste il museo dell’occhiale Museo dell’Occhiale | tour, eventi, novità, curiosità, museo cadore (museodellocchiale.it) un posto meraviglioso ricco di storia e curiosità.

Il Museo conserva tra le sue collezioni alcuni reperti veramente eccezionali, realizzati con materiali particolari e impensabili: occhiali ricavati da un fanone di balena, cannocchiali in avorio intagliato e istoriato quasi a sembrare un merletto, piccoli occhialini inseriti all’estermità di ventagli o nell’impugnatura di bastoni da passeggio.

E poi occhiali da cappello o da parrucca, in utilizzo quando le aste rigide non erano ancora state inventate. La sorprendente storia dell’occhiale merita di essere scoperta poco a poco, attraversando in successione la varie sale espositive del Museo.

Gli occhiali da sole ci permettono di essere più trendy. Nel 1981 Battiato cantava: «C’è chi si mette gli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero». Sta di fatto che ormai gli occhiali da sole non sono più un optional, ma sono un accessorio indispensabile, che ci permette di essere più trendy, magari più belli e di seguire la moda del momento. Ma non solo!

Infatti, non solo ci definiscono come persone e marcano la nostra identità, ma possono anche influenzare i nostri comportamenti e stati d’animo.

Senza contare che anche celebrity e influencer amano “nascondersi” dietro questo accessorio, in grado di dare il tocco finale a qualsiasi look, e sempre più spesso lanciano capsule, collaborazioni e limited edition. L’ultima è stata non a caso Chiara Ferragni, che ha lanciato la sua linea di occhiali da sole in collaborazione con il rivenditore internazionale SunglassesHut, sempre parte del gruppo Luxottica.

Gli occhiali da sole rappresentano una barriera che nasconde la mimica facciale e lo sguardo, annullando ogni possibilità di trasmettere espressioni ed emozioni. Insomma, il reciproco incontro degli sguardi necessario alla leale comunicazione, oggi è in qualche modo impedito dall’uso sempre più impudente degli occhiali da sole, grazie ai quali chi li porta può vedere senza essere visto.

Ovviamente, se si usano gli occhiali scuri per proteggersi dal sole, per motivi medici o estetici, per seguire la moda o le nuove tendenze, nulla da eccepire purchè se ne faccia un uso razionale.

Gli antichi definiscono la vista “il più meraviglioso dei cinque sensi”. Oggi vi raccontiamo la storia di un fashion accessory molto particolare, che ha origini lontane e che, in realtà, è anche un dispositivo medico. I Romani, che conoscevano e studiavano i meccanismi d’ingrandimento riempiendo sfere di vetro con l’acqua, si avvicinarono allo scopo, senza arrivare mai a produrre, però, le lenti. Si narra che il miope Nerone usasse addirittura un taglio particolare di smeraldo per osservare meglio gli scontri all’ultimo sangue tra i gladiatori. Nel 1200 a Venezia, città la cui storia si intreccia con la lavorazione del vetro, si continuano a studiare le proprietà di cristalli e lenti, fino ad arrivare all’intuizione di creare montature poste davanti agli occhi, che permettessero di vedere meglio. Nel 1300 ci si dedica al perfezionamento della pasta vetrosa necessaria per produrre le lenti e si dà il via al loro commercio. Nel 1400, complice l’invenzione della stampa e il fiorire delle attività amanuensi e artigianali, si rende sempre più necessaria la creazione di occhiali stabili, capaci di tenere le mani libere. Inizialmente le lenti venivano attaccate a nastri che giravano attorno alla fronte e alla testa oppure a delle aste verticali che venivano tenute ferme sotto al berretto. Le prime montature erano di corno, cuoio, tartaruga e denti di balena, solo nel 1600 si passò alle montature metalliche, rame in particolare. Ne ‘700 invece spopola l’occhialino in materiali preziosi, come oro e argento, ornati di pietre preziose, che la borghesia abbinava agli abiti della festa e sfoggiava nelle occasioni speciali. Nel 1800 l’occhiale più diffuso sarà lo stringinaso “pince-nez”, senza montatura, potremmo dire i diretti antenati delle lenti a contatto. È poi nel 1900 che, con la diffusione della produzione e grazie alle influenze del mondo del cinema e della moda, gli occhiali smettono di essere solamente necessità ma iniziano a essere percepiti come accessorio di stile, in grado di esprimere lo stile di una persona, come un qualsiasi altro accessorio.

Gli occhiali da sole in particolare hanno conquistato il mondo della moda. I cugini degli occhiali da vista sono nati sempre a Venezia per far fronte alle necessità della nobiltà veneziana che doveva proteggersi dal riverbero dei raggi del sole sull’acqua durante gli spostamenti in gondola. I diretti antenati degli occhiali da sole però sono in realtà ancora più antichi e nulla hanno a che fare con il nostro paese: fin dai tempi preistorici gli Inuit indossavano maschere di ossa per proteggersi dal riverbero della luce sul paesaggio gelato dell’Artide. Oggi aziende come Google, Facebook e Luxottica continuano a sperimentare e lavorare sugli smart glasses, per creare dispositivi non solo belli e funzionali ma anche tecnologici e intelligenti, in grado di assisterci in tante delle nostre azioni quotidiane, ma anche creare nuove possibilità grazie alla realtà aumentata.

Eccovi un breve elenco degli occhiali da sole più famosi della storia del cinema:

1) Occhiali di Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany”
2) Occhiali dei Blues Brothers nel film “The Blues Brothers”
3) Occhiali di Tim Roth (Mr. Orange) nel film “Le Iene”
4) Occhiali di Johnny Depp nel film “Paura e delirio a Las Vegas”
5) Occhiali di Sylvester Stallone nel film “Cobra”
6) Occhiali di Tom Cruise nel film “Top Gun”
7) Occhiali di Robert De Niro nel film “Taxi Driver”
8) Occhiali di Peter Fonda nel film “Easy Rider”
9) Occhiali di Steve McQueen nel film “Il caso di Thomas Crown”
10) Occhiali indossati da Marcello Mastroianni nel film “Divorzio all’italiana”

Sono milioni le persone che hanno bisogno di un buon paio di occhiali, eppure, nonostante questo si sente spesso la frase: “Non c’è bisogno di indossare gli occhiali da sole se è nuvoloso”.

I principali falsi miti sull’uso degli occhiali

  1. Se ci vedi bene non hai bisogno di andare dall’ottico: niente di più sbagliato, infatti è consigliato rivolgersi ad un esperto almeno una volta all’anno, per un controllo accurato sulla vista. Nel corso del tempo i valori cambiano, e solo un controllo della vista può registrarli.
  2. Usare gli occhiali crea dipendenza. Non c’è credenza più sciocca, in quanto utilizzare gli occhiali è semplicemente un metodo per evitare il peggioramento della vista. In questi casi tuttavia si crede esattamente il contrario. 3. Alcuni ritengono che l’occhiale crei dipendenza, e che l’abbassamento delle diottrie sia il risultato dell’occhio che si abitua alla lente. State tranquilli, non è assolutamente così!
  3. Non indossare gli occhiali per riposare gli occhi. In alcuni casi, e se fatta solo per qualche minuto al giorno, questa pratica può anche risultare corretta, tuttavia, non per troppe ore al giorno. Quando si sentono gli occhi affaticati, o in altre situazioni simili, la soluzione è indossare gli occhiali, non toglierli!
  4. E’ normale che lenti progressive causino disagio. Per questo genere di lente è fondamentale un periodo di adattamento, ma non si può di certo affermare che creino del disagio! Se desideri approfondire l’argomento a riguardo, ti consigliamo la lettura di un nostro precedente articolo sui vantaggi delle lenti progressive! Tieni presente poi che gli occhiali progressivi di ultima generazione, come le lenti Steiner, sono progettate per risolvere questo genere di fastidio alla base. Per un approfondimento leggi il nostro articolo sui tempi di adattamento alle lenti progressive.
  5. Se il grado di miopia o presbiopia è uguale, anche le lenti devono esserlo! Non c’è affermazione più sbagliata! Infatti ogni lente è indipendente dal grado di diottria, e deve essere personalizzata. Ogni paziente ha infatti le sue caratteristiche.
  6. Non è necessario indossare gli occhiali da sole se è nuvoloso. L’esposizione ai raggi UV non viene fermata dalle nuvole, è quindi consigliabile l’utilizzo degli occhiali da sole anche quando è il cielo è coperto. Leggi il nostro articolo sugli occhiali da sole graduati.
  7. Più una lente è scura più protegge. Non è assolutamente vero! Non è il colore o l’intensità della lente a fare la differenza, ma piuttosto la qualità della stessa, ad esempio se la lente è polarizzata, oppure fotocromatica.
  8. Le lenti graduate trasparenti non proteggono dal sole. Grazie alle nuove tecnologie, che anche nel campo della vista hanno fatto passi da gigante, una lente trasparente può proteggere dai raggi UV
  9. E’ necessario proteggere gli occhi solo dai raggi UV Non è vero. Esistono diversi tipi di radiazioni luminose che possono danneggiare il tuo occhio, come ad esempio i raggi blu, ovvero quelli emessi da dispositivi come gli schermi dei nostri computer. Scopri di più sull’importanza delle lenti per lavorare davanti al PC e per evitare la luce blu. Bastano un paio di occhiali per tutte le situazioni. Lavorare davanti ad uno schermo, o fare sport all’aperto sono situazioni completamente diverse, di conseguenza sono necessari anche occhiali con lenti diverse.

Sito web ufficiale

D-Style Eyewear – L’Occhiale Italiano (dstyleyewear.com)

Social

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Intervista
Ci avviciniamo alle feste natalizie ed arriva il momento fatidico dei regali. Il primo scoglio è quello della scelta del dono più adatto, originale ed utile da regalare alle persone a noi care. Per questo vogliamo consigliare un oggetto non troppo valorizzato come un bel paio di occhiali, da vista o da sole. Lo vogliamo fare in modo originale, ascoltando chi l’occhiale lo indossa per problemi di vista, ma che ne ha fatto un oggetto di moda.
Andrea Titti, giornalista non vedente, ha risposto a qualche nostra breve domanda sul tema.
Ilaria: Andrea, che rapporto hai con i tuoi occhiali?
Andrea: Direi controverso: ho iniziato a portare gli occhiali da vista all’età di 6 anni, quando ancora portare un paio di occhiali significava solo avere un problema, spesso essere visti come diversi dagli altri bambini del gruppo o della classe. Un limite anche verso l’altro sesso in quanto a capacità di conquistarne l’attenzione in adolescenza. A 20 anni ho avuto un serio aggravamento delle mie condizioni di salute che mi ha portato a dovere indossare occhiali scuri, forzatamente, gran parte della giornata. Per me non è stato facile accettarlo, perché significava dovere mostrare a tutti un mio problema.

Ilaria: Col tempo però è cambiato qualcosa?
Andrea: Si, ho superato emotivamente il problema, accettando l’occhiale e la mia condizione. Oggi posso dire che, anche grazie all’evoluzione tecnologica di lenti e montature, l’occhiale è diventato un oggetto di moda, un accessorio a tutti gli effetti, attraverso il quale mostrare, non un problema, ma un tratto di noi stessi, della nostra personalità e dei nostri gusti.

Ilaria: Lo consiglieresti come regalo natalizio?
Andrea: Certamente si, anzi, ti dico che me ne regalerò un paio nuovi a me stesso.